Radici, il progetto dove tutte le emozioni sono accolte

Come gestire quello che ci capita, per quanto enorme e spaventoso possa sembrare? Il progetto di prevenzione “Radici” della Comunità Papa Giovanni  XIII offre ascolto e supporto alle paure ed emozioni dei ragazzi.

 

Attività laboratorio Radici

 

Conoscere le proprie emozioni, riconoscere i propri stati d’animo, nominarli, accoglierli, condividerli. Questo e molto altro è il focus dei percorsi di prevenzione della Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII, pensati e rivolti in particolar modo a bambini e ragazzi alle prese con cambiamenti, difficoltà, paure, domande. Tra i tanti percorsi che portiamo avanti c’è Radici. Il progetto, attivo da qualche settimana, continuerà nelle scuole del territorio romagnolo e marchigiano fino a maggio 2026 ed è finanziato dalla Fondazione Con i Bambini, società senza scopo di lucro che attua programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minori.

 

Per Radici la nostra Cooperativa si occupa di diversi interventi, in particolare di prevenzione nelle scuole, legati soprattutto alla gestione delle emozioni. Il progetto nasce nel contesto di rielaborazione e riflessioni attorno al fenomeno dell’alluvione, che a maggio 2023 ha colpito con particolare violenza la Romagna. 

 

Tante le questioni che fanno da filo rosso a questo percorso, ma prima tra tutte la domanda: come gestiamo quello che ci capita? Qual è la nostra risposta di fronte alle grandi tragedie (naturali e non solo)? 

Lo spazio rimane aperto per tutte le emozioni possibili, per quelle domande che angosciano e che non sono mai state verbalizzate, per quei sentimenti che troppo spesso vengono ignorati o sepolti dentro ciascuno di noi. Nei laboratori quindi si parla di rabbia, si parla di conoscenza di sé e delle proprie emozioni, attraverso attività ludiche, educative ed artistiche.

 

Laboratorio artistico Radici

 

“In ogni classe andiamo per tre mattine – racconta Cristina Comanducci, che si occupa del progetto per la Cooperativa – e poi c’è anche una formazione riservata agli insegnanti. Siamo quattro operatori coinvolti, insieme a una volontaria, e andiamo principalmente nel territorio di Pesaro e Fano in scuole elementari e medie, e nell’alta Val Marecchia di Rimini alle superiori”. 

 

Dai primi feedback, ad oggi gli insegnanti sembrano molto contenti del progetto, sia per le tematiche affrontate sia per le modalità e le tecniche utilizzate (teatro e teatro dell’oppresso, arte, danza, movimento corpo…). Insieme si dedica del tempo, spesso sacrificato tra burocrazie scolastiche e programmi ministeriali, a comprendere e affrontare caratteri e dinamiche del gruppo classe.

 

“Arriviamo in classe con temi che in apparenza sono semplici e accessibili – continua Cristina – Attraverso le nostre modalità, i ragazzi trovano uno spazio di ascolto e di scambio di opinioni. Ma soprattutto facciamo in modo che le loro emozioni (paura e rabbia, per la maggior parte) possano essere normalizzate: capiscono che è normale provarle e che possono coesistere. E, soprattutto, che non devono necessariamente prendere il sopravvento”.

 

Tra gli aspetti più interessanti dei progetti ci sono i moduli dedicati alla rabbia: entrare in contatto con questa emozione e “arrivare a comprendere che spesso nasce da una paura; vedere, attraverso i loro occhi e le loro espressioni, quanto si sentano liberi di parlare senza sentirsi giudicati o come riescano a rimettere insieme alcuni pezzi delle loro emozioni… tutto questo è qualcosa di bellissimo” racconta Cristina.

 

Scardinare alcuni falsi miti, preconcetti e pregiudizi, rende i ragazzi più liberi. Attraverso i laboratori artistici, per loro diventa più facile esprimersi e raccontare aspetti personali di cui altrimenti non parlerebbero, per vergogna o imbarazzo. E’ importante essere lì, tra quei banchi, per ricordare loro che non c’è emozione che non possa essere accolta, che non c’è paura che non meriti di essere ascoltata e domanda che non sia legittima. 

 

Se vuoi maggiori informazioni sui nostri percorsi e attività di prevenzione o vuoi realizzarne uno ad hoc insieme, contattaci.