Intercettare la dipendenza nei minori grazie al progetto “Nuove opportunità”

A Rimini e Vicenza parte un nuovo progetto: la Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII offre ascolto, attività esperienziali e supporto gratuito per ragazzi 12-18 anni che fanno abuso di sostanze.

 

Quando si pensa a problemi di dipendenza, subito vengono in mente immagini di persone distrutte dalle sostanze, irriconoscibili, “irrecuperabili”. Ma esiste una fase precedente a questa immagine: quella della sperimentazione, dell’esplorazione e della “convivenza” con le droghe, mentre la vita prosegue nelle sue attività quotidiane – scuola, lavoro, relazioni. 

È a chi vive questa fase che si rivolge “Nuove Opportunità”, un progetto portato avanti dalla Cooperativa nei territori di Rimini e Vicenza. 

 

Finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, il progetto promuove interventi per il recupero di minori tra i 12 e i 18 anni che hanno già avuto contatti con sostanze stupefacenti o ne fanno uso. 

 

A Vicenza il progetto ha già accolto i primi ragazzi, inviati dai servizi o dalle scuole tramite counselling, dando il via ad attività di sostegno psicologico individuale, accompagnamento educativo individuale, laboratori creativi e consulenze per i genitori.

 

A Rimini, invece, il progetto si trova ancora in fase iniziale: abbiamo fatto qualche domanda al suo coordinatore, Daniele Casadei, per capirne aspettative e obiettivi.

 

Da quali bisogni concreti nasce il progetto e in cosa consiste?

 

Il progetto nasce dall’area prevenzione della Cooperativa, che da 30 anni si occupa di percorsi con i giovani e nelle scuole. In un’epoca di emergenza rispetto al disagio adolescenziale, il bando ci è sembrato perfetto per un’esperienza nuova: incontri pomeridiani in un centro dedicato. Si tratta di una modalità differente da quella che siamo abituati ad usare nei residenziali, in cui i ragazzi possono sperimentare uno spazio loro, dove è possibile da un lato poter affrontare le problematiche e trovare ascolto negli educatori ma anche nel gruppo di coetanei e dall’altro mettersi in gioco e riprendere possesso dei propri strumenti, delle proprie capacità, delle proprie attitudini. 

 

Come funziona e che tipo di attività si svolgeranno?

 

Per quanto riguarda il suo svolgimento, a Rimini sono previste due aperture pomeridiane a settimana presso lo spazio “Cose Belle” con attività rivolte sia ai giovani che accederanno al centro sia ai loro familiari. Gli interventi saranno differenti perché tarati sulle esigenze specifiche. Se i numeri lo permetteranno, è in programma anche la creazione di un piccolo gruppo di confronto terapeutico, in modo da condividere riflessioni e pareri in modo collettivo ed informale.

Insieme agli interventi individualizzati, costruiti a partire dai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, tante sono le attività terapeutiche ed esperienziali già in programma: gruppi socio-educativi, ma anche attività di routine quotidiana per lavorare sull’autonomia e sicuramente attività laboratoriali, outdoor, sportive e di volontariato. 

 

Colpisce l’età dei destinatari: 12-18 anni. Dal vostro osservatorio, è già possibile parlare di abuso di sostanze?

 

Spesso l’età può falsare la percezione del disagio perché sì, di fatto un ragazzo di 13-14 anni può già fare abuso di sostanze. 

Percorsi e attività variano tra un 13enne e un 17enne, ma un gruppo misto con esperienze condivise è possibile. Inoltre gli educatori sono formati per gestire problematiche diverse, più che fasce d’età diverse. 

 

Il progetto è portato avanti solo dalla Cooperativa? 

 

Sì, lo gestiamo interamente, ma con forte integrazione ai servizi. 

L’invio dei minori avviene attraverso i vari enti come il SERD in primo luogo ma anche il reparto di neuropsichiatria infantile, il Comune con i servizi sociali e i vari consultori sul territorio. 

 

Anche se non stiamo parlando di partnership formali, nel progetto sono coinvolti numerosi servizi della provincia di Rimini – anzi, di fatto, l’integrazione con la rete dei servizi territoriali è un obiettivo chiave del progetto. 

 

In cosa questo progetto rappresenta una risposta diversa o innovativa rispetto ai servizi già esistenti?

 

Il valore aggiunto è mantenere i ragazzi all’interno del contesto familiare, delle loro abitudini, offrendo anche uno spazio aggiuntivo. Un altro aspetto fondamentale è che un servizio diverso, nuovo, anche per noi come Cooperativa. Speriamo, con la nostra esperienza pluridecennale nell’ambito e con la sensibilità che ci contraddistingue, di rispondere a bisogni reali. Crediamo molto nella centralità della persona, e con questo progetto possiamo adottare questo approccio. 

 

Il progetto è gratuito per i ragazzi e per le loro famiglie. 

Vuoi saperne di più? Ecco i nostri contatti.

 

E-mail: alcentro@apg23.org 

Centro accoglienza: 349 5857502

Per Rimini: 349 5856625 –  Daniele 

Per Vicenza: 348 6965485  – Monica