Quando la fotografia cura le ferite dell’anima. Una mostra a cura della nostra Comunità  “Regina della Speranza”

Errore, fallimento, paura, perdono.

Le emozioni degli utenti della nostra CT

raccontate in una mostra fotografica a Comazzo

Mostra fotografica Comazzo

La mostra fotografica allestita dalla nostra Comunità “Regina della Speranza” nelle stanze civiche del Comune di Comazzo in (LO) ci ha appassionato per la profondità del messaggio che veicola. L’esposizione, intitolata “Uniti da un unico obiettivo”, è il frutto di un progetto terapeutico intrapreso dai nostri utenti.

Il tema centrale di questo progetto è il complesso universo delle emozioni vissute durante il percorso di recupero. Attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, i ragazzi hanno potuto esplorare e catturare visivamente il loro disagio interiore, trasformando sentimenti spesso inesprimibili in immagini tangibili. Non sono semplici scatti, sono autoritratti emotivi in cui la luce e l’ombra raccontano la battaglia quotidiana per la riconquista di sé. Le fotografie espongono senza filtri la paura più grande: quella di non farcela, di fallire nel reinserimento nella vita “normale”. È la paura di tornare a casa con un’etichetta invisibile ma pesante, quella di “tossicodipendente”, che rischia di annullare i sacrifici fatti e di precludere un nuovo inizio. La mostra rende visibile questa lotta silenziosa, sfidando lo stigma sociale con la potenza della narrazione visiva.

 

Solitudine Mostra Fotografica Comazzo

Un filo lega molte delle opere esposte: la riflessione sull’errore commesso e la necessità del perdono. L’uso della fotografia è stato un catalizzatore per il dialogo interno. Ogni partecipante è stato incoraggiato a immortalare il concetto di errore non come un punto di non ritorno, ma come il tassello iniziale per un cambiamento.

​Il culmine emotivo della mostra è rappresentato dai lavori che trattano il perdono verso se stessi. Questo è il passo più difficile e decisivo: smettere di auto-punirsi e iniziare il cammino per “tornare a farsi perdonare” dalla propria storia. Le immagini in esposizione non mostrano solo il dolore, ma soprattutto la resilienza e la ritrovata voglia di luce.

 

Recupero Terapeutico Mostra Fotografica Comazzo

 

Questo progetto dimostra che l’arte, in particolare la fotografia, è uno strumento terapeutico eccezionale. Ha permesso ai ragazzi di riprendere in mano la propria narrazione e di trasformare la propria vulnerabilità in una forma di comunicazione potente e universale. L’obiettivo ultimo della mostra, infatti, non è solo quello di esporre, ma di costruire un ponte tra la Comunità e la società esterna, abbattendo i pregiudizi e ricordando a tutti che dietro ogni “etichetta” c’è una persona in lotta per la propria dignità.

​La mostra “Uniti da un unico obiettivo” ha offerto a tutti i visitatori una profonda lezione sull’umanità, sulla speranza, sulla dignità e sul coraggio di riscrivere la propria vita.

La mostra è stata riproposta domenica 21 Dicembre, momento di festa e di unione della nostra Comunità con tutti i nostri fratelli della Lombardia, presso la sede della Cooperativa “Il Calabrone” nella provincia di Cremona.

 

di Alessandra Nilo

In foto: alcuni scatti dalla mostra