Una rete che genera valore

L’adesione della Comunità Papa Giovanni XXIII al Consorzio “L’Arcolaio”

Le storie che arrivano oggi nelle comunità terapeutiche raccontano un cambiamento profondo. Non sono più soltanto storie di dipendenza da sostanze, ma percorsi di vita segnati da solitudine, precarietà lavorativa, legami familiari spezzati e, sempre più spesso, dalla mancanza di una casa. Dietro ogni ingresso in comunità si intrecciano fragilità diverse – psicologiche, sociali, relazionali, sanitarie, lavorative, che rendono evidente una cosa: siamo di fronte a un’emergenza non più solo di tipo sanitario ma ad una questione profondamente sociale. 

Una sfida che non può essere affrontata da un singolo servizio: richiede un’alleanza tra istituzioni, comunità terapeutiche, cooperative sociali e realtà del territorio. Solo potenziando un lavoro di rete tra pubblico e privato sociale, tra enti locali e realtà del Terzo settore, nei vari territori di appartenenza, diventa possibile poter costruire risposte più efficaci alle nuove forme di disagio.

In questo percorso assume un significato particolarmente importante il recente ingresso della Comunità Papa Giovanni XXIII nel Consorzio L’Arcolaio, con sede a Bologna. Una realtà che riunisce una quindicina di cooperative sociali e organizzazioni impegnate nell’inclusione e nello sviluppo del territorio bolognese.

«Entrare a far parte del Consorzio L’Arcolaio significa condividere competenze, esperienze e progettualità», sottolinea Fabio Bernasconi responsabile della Comunità Terapeutica “San Giuseppe” a Bologna e promotore per la Comunità Papa Giovanni XXIII di tale adesione.
«Siamo contenti di aver fatto questo passo. Significa lavorare insieme per offrire risposte più complete alle persone che incontriamo ogni giorno. Nessuna organizzazione, da sola, è più in grado di rispondere a bisogni così complessi».

Il lavoro di rete, dunque non più come scelta opzionale ma come necessità in cui ogni realtà coinvolta è chiamata a metterci il proprio specifico contributo.   

«Su Bologna – continua a raccontarci Fabio – la Comunità Papa Giovanni XXIII da anni è impegnata con alcuni servizi di prossimità attraverso un gruppo di operatori di strada presenti in zone dove c’è una concentrazione di persone con dipendenze patologiche.  Il nostro compito è quello di attivare con loro un contatto, lasciamo riferimenti, portiamo generi di prima necessità, diamo informazioni sulla rete di servizi che offre la città di Bologna e per questo, già da tempo collaboriamo con associazioni con le nostre stesse affinità, anche esse già inserite presso l’Arcolaio. Per questo motivo entrare a far parte di questo Consorzio è stato automatico. Ne condividiamo intenti e abilità. Oltre alle Unità di strada e interventi legati alla dimensione terapeutica, la nostra Comunità accompagna le persone accolte anche in fase post programma, nella di ricostruzione di una vita autonoma, mettendo a disposizione già da anni alcuni appartamenti e la possibilità  di percorsi lavorativi, attraverso l’inserimento presso le cooperative  sociali della “Fraternità”, anch’essa facente parte dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII”. 

Un lavoro di rete, dunque, ramificato e ben integrato sul territorio bolognese in sintonia coi servizi e i comuni locali e che vede la Comunità Papa Giovanni XXIII, fianco a fianco con tutte le associazioni già inserite nel Consorzio “L’Arcolaio”, mossi dalla certezza che solo partendo da queste alleanze possono nascere comunità capaci di non lasciare indietro nessuno.