26 giugno, quando la rinascita diventa una Festa

26 giugno, Giornata di lotta alla droga: una data per celebrare la bellezza della vita

 

Ci sono giornate che servono a mettere in luce un fenomeno o come promemoria e monito per chi verrà. E poi ci sono giornate che, oltre a richiamare l’attenzione, parlano anche di speranza e raccontano anche che un cambiamento è possibile. Il 26 giugno, Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe, è entrambe le cose: un momento per riflettere su una delle fragilità più diffuse del nostro tempo, ma anche un’occasione per dare voce a chi, grazie a un percorso di cura, sta ricostruendo la propria vita.

Quest’anno la giornata si è aperta al Quirinale, dove una rappresentanza di comunità terapeutiche, associazioni e realtà impegnate ogni giorno nel contrasto alle dipendenze ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra loro c’era anche una delegazione della Cooperativa Comunità Papa Giovanni, composta da operatori e persone accolte nelle nostre comunità.

 

È stato un momento intenso, fatto di testimonianze autentiche, capaci di raccontare il dolore della dipendenza ma anche la forza della rinascita. Storie diverse, accomunate dalla stessa convinzione: ogni persona vale molto più della propria fragilità.

Nel suo intervento, il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare proprio il valore della persona come punto di partenza di ogni percorso di cura.  “Tutte queste esperienze che mi avete raccontato, diverse tra loro, con specifiche storie e visioni, hanno un punto in comune: il valore della persona nella sua interezza. Ed è proprio dalla persona nella sua integralità che bisogna ripartire nel processo di cura.”

Parole che raccontano con semplicità ciò che nelle comunità terapeutiche si vive ogni giorno: non si cura una dipendenza, si accompagna una persona.

 

Uscire da una dipendenza è una Festa

 

Se nella mattinata a Roma si è sentita la vicinanza delle istituzioni, nel pomeriggio, in Romagna, si è sentita quella delle persone.  

Nella splendida cornice di Villa Torlonia, a San Mauro Pascoli, insieme agli organizzatori di Associazione della Torre, abbiamo dato vita a una giornata di arte, cultura, musica e condivisione. Un modo concreto per ricordare che uscire da una dipendenza non significa soltanto smettere di usare una sostanza, ma tornare a vivere, riscoprire i propri talenti e sentirsi parte di una comunità. Protagoniste sono state proprio le persone accolte nelle nostre strutture, che hanno raccontato il proprio percorso attraverso linguaggi diversi: il teatro, il cinema, la fotografia, la poesia e la musica.

Nel pomeriggio è andato in scena, per la prima volta, lo spettacolo “C’ho il male di vivere io”, nato dal laboratorio teatrale realizzato insieme al Teatro dell’Argine e interpretato da alcuni ospiti della Comunità Terapeutica San Giuseppe di Bologna. Un progetto che ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di espressione, crescita e libertà.

 

 

Per tutta la giornata è stata inoltre visitabile la mostra “Uniti da un unico obiettivo”, composta da fotografie e testi realizzati dalle persone accolte nella struttura di Comazzo, in provincia di Lodi: uno sguardo sincero sulla quotidianità, sulle relazioni e sul cammino verso una nuova vita.

Alle 18 è arrivato un altro momento particolarmente emozionante: la prima nazionale del film “Una famiglia per caso” (guarda il video trailer qui), realizzato all’interno della Comunità Terapeutica San Giuseppe di Bologna insieme ai registi Andrea Malvaldi e Filippo Maria Gori. Un’opera che racconta la vita quotidiana della comunità attraverso gli occhi di chi la abita, restituendo voce, volti e storie che troppo spesso rimangono invisibili.

Spazio anche alla parola scritta con la premiazione di PrimaVera Poesia, il concorso letterario interno alle comunità terapeutiche, nato per valorizzare la creatività e il vissuto delle persone accolte attraverso la poesia.

 

 

E, come ogni festa che si rispetti, il finale non poteva che essere affidato alla musica. Sergio Casabianca & Le Gocce hanno accompagnato il pubblico tra canzoni, riflessioni e tanta voglia di stare insieme, trasformando la piazza in un grande momento di condivisione.

 

 

 

Alla fine della giornata erano oltre duemila le persone passate da Villa Torlonia. Un numero importante, certo. Ma ancora più importante è stata la sensazione di vicinanza che ciascuna di quelle presenze ha saputo trasmettere.  Perché il 26 giugno non è soltanto la giornata della lotta alle dipendenze. È anche il giorno in cui si celebra ogni passo verso la libertà, ogni storia che ricomincia, ogni persona che torna a sentirsi parte di una comunità.


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di Sara Tonini

 

 

 

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