Prevenzione significa costruire
Nell’anno scolastico appena terminato, più di 7.000 giovani sono stati coinvolti in progetti dedicati alla prevenzione della Comunità Papa Giovani XXIII. Insieme, per costruire.
La prevenzione inizia molto prima che un problema si manifesti. Prende forma nei luoghi della quotidianità, nelle relazioni capaci di accogliere e nelle occasioni in cui bambini, bambine, ragazzi e ragazze possono sentirsi ascoltati, riconosciuti e accompagnati. Prevenire significa creare opportunità, sviluppare competenze personali ed emotive e costruire contesti in grado di sostenere le fragilità prima che diventino solitudine, disagio o situazioni di rischio. È questa la visione che, anche quest’anno, ha orientato il lavoro delle équipe della Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII attive in diversi territori italiani, dal Piemonte alla Sicilia. Educatori, psicologi e pedagogisti hanno unito competenze differenti e complementari per rispondere ai bisogni emergenti delle nuove generazioni e delle comunità educanti.
Le attività di prevenzione hanno interessato numerosi ambiti: dipendenze da sostanze, alcol, gioco d’azzardo e tecnologie, bullismo e cyberbullismo, violenza e violenza di genere, educazione all’affettività, contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico. Grande attenzione è stata riservata anche all’educazione emotiva e allo sviluppo dell’intelligenza emotiva. Riconoscere, dare un nome ed esprimere le proprie emozioni aiuta infatti a comprendere meglio ciò che si vive, affrontare le difficoltà, chiedere aiuto e costruire relazioni più sane e rispettose. L’educazione emotiva rappresenta quindi un importante fattore di protezione, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e degli altri.
Nel corso dell’anno le équipe hanno incontrato oltre 7.000 bambini, bambine e giovani, dalle scuole primarie fino alle università. I percorsi si sono svolti nelle scuole, nei centri di aggregazione pomeridiani, nei centri giovani, all’interno di gruppi e associazioni, ma anche nei luoghi informali della quotidianità, come strade, piazze e parchi. Le proposte hanno coinvolto intere classi attraverso laboratori esperienziali, attività di confronto e percorsi creativi.
Con l’arrivo dell’estate sono riprese anche le attività educative di strada e nei parchi. Gli educatori incontrano bambini e adolescenti proponendo giochi, attività ricreative e occasioni di socialità, ma soprattutto condividendo con loro i tempi più lenti dell’estate. È un modo di “so-stare” dentro luoghi complessi che possono trasformarsi in spazi ricchi di relazioni, esperienze positive e nuove opportunità, affinché bambini, bambine e adolescenti non restino soli, neppure durante il periodo estivo.
Per conoscere più da vicino i progetti di prevenzione della Cooperativa, le attività e i territori coinvolti, clicca qui: https://cpg23.org/area-prevenzione/
di Francesca Cadei
